Hiroshima

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Il nome di questa città riecheggia nei libri di storia da quando, il 6 agosto 1945, alle ore 8.15, essa divenne il primo, tragico obiettivo della bomba atomica. 130.000 persone morirono nell’esplosione e forse altrettante negli anni successivi a causa dell’esposizione alle radiazioni. Oggi Hiroshima  si erge a monito per l’umanità, un’intera città che sussurra “mai più guerra”.

 

Dall’Atomic Bomb Dome, uno scheletro di palazzo sovrastato da una cupola anch’essa scheletrica, unico superstite tra gli edifici di questo quartiere, parte il Viale della Pace. Questo attraversa il Parco omonimo, l’Heiwa-koen, per dirigersi  poi verso il cenotafio, progettato dal famoso architetto giapponese Kenzo Tange, che riporta i nomi di tutte le vittime accertate, e la fiamma eterna, che continuerà a bruciare finché non verranno definitivamente abolite tutte le armi nucleari. Poi si arriva al Museo del Ricordo e della Pace (posto esattamente sotto la verticale del punto dove esplose la bomba) che, attraverso oggetti, fotografie, pannelli e plastici, racconta la storia di Hiroshima prima, dopo e durante il tragico scoppio della bomba.

 

A dieci minuti di traghetto dalla città, si trova invece  Miyajima, ”isola santuario”, che offre, con un estremo contrasto, un’atmosfera di delicatissima serenità, immediatamente riscontrabile con la vista del Torii di accesso al santuario scintoista di Itsukushima. La grande porta rossa che si eleva dalle acque offre una delle più affascinanti immagini del Giappone.

 

Sempre a breve distanza, s’incontra il famoso villaggio di pescatori di Tomo-no-ura, ricco di templi e santuari, che, per la sua collocazione sul mare interno, sin dall’epoca feudale ha avuto un ruolo molto importante, in quanto offriva riparo alle barche da pesca che attendevano i venti adatti per salpare.