Kyoto

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Kyoto, oggi una grande metropoli, vanta un lungo passato di capitale dell’impero giapponese, dal 794 al 1868, periodo in cui fu il centro culturale della nazione. Ancora oggi, essa è considerata come l’antica “Heian-Kyo”, capitale della pace e della tranquillità. Con i suoi 2.000 templi e le sue tradizioni millenarie, è infatti la “dimora spirituale” dei giapponesi.

Sebbene, nel corso della sua lunga storia, abbia subito gravi distruzioni a causa di terremoti, incendi e guerre (particolarmente disastrosi si rivelarono la guerra di Onim, dal 1467 al 1476, e i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale), l’atmosfera e l’impianto urbanistico del Giappone feudale permangono conservati. Passeggiare per la città significa attraversare undici secoli di storia; le donne più anziane continuano ad indossare il kimono camminando lentamente lungo il canale e le geisha portano avanti il loro ruolo di raffinate intrattenitrici. Dal punto di vista monumentale invece, Kyoto possiede ben 17 siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Tra questi il più celebre, nonchè importante Tempio Zen, è il Tempio Kinkakuji o Tempio del Padiglione d’Oro, distrutto nel 1950 da un incendio appiccato da un monaco e poi ricostruito con l'aggiunta di una copertura di lamine d'oro a forma di foglie, sormontata da una fenice in bronzo.

Altri siti degni di nota sono:

  • il Tempio Kiyomizu: il più grande tempio buddista della città, fondato nel 780 e appartenente alla setta dell’Hosso, nel ’94 si aggiunse ai Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco. Per raggiungerlo si attraversano le due vie principali del caratteristico quartiere di Higashiyama, con i suoi bei templi, le tranquille passeggiate ed i tradizionali intrattenimenti notturni di Gion. Attraverso delle scale immerse nel verde, si raggiunge la cima del colle, dove si erge il complesso del Tempio. L’edificio principale venne costruito su palafitte a 50 metri dal suolo e dalle sue terrazze in legno si può ammirare un bel panorama suoi quartieri Pontocho e Gion. Sotto la terrazza si trova invece la sorgente sacra Otowa-no-taki (“acqua pura”), che si dice abbia poteri di guarigione;
  • il Tempio Sanjusangen-do, che ospita un  migliaio di statue della dea buddista della misericordia (Kannon), caratteristiche perché scolpite con atteggiamenti simili a quelli degli esseri umani, tanto che si dice porti fortuna trovarne una che ci assomiglia;
  • il Castello Nijo, antica residenza del primo shogun del periodo Edo, Tokugawa Ieyasu, costituito da cinque grandi costruzioni (che formano il Palazzo di Ninomaru), è caratterizzato da un’architettura Momoyama, con le porte scorrevoli, in cui si nascondevano le guardie, e particolari pavimenti cosiddetti “dell’usignolo”, che emettono suoni quando vi si cammina sopra, avvertendo della presenza di intrusi;
  • il Tempio Fushimi Inari: è il quartier generale di circa 30.000 templi Inari sparsi in Giappone. Inari è la divinità del riso mentre le volpi sono i suoi messaggeri (all'interno del complesso si trovano infatti molte statue raffiguranti volpi). Il tempio fu costruito in cima ad un monte nel 711 dal clan Hata. In tutta l'area sono stati posizionati migliaia di torii che portano alle varie strutture del tempio. Questi torii sono stati donati nell'arco dei secoli dai devoti. Alla base della montagna si trovano il romon (entrata principale) e il Go-honden (santuario principale), mentre salendo si arriva al Oku Miya (santuario interno);
  • la stazione di Kyoto, inaugurata nel 1997, una futuristica struttura in ferro e acciaio, progettata dall'architetto giapponese Hiroshi Hara. Sulla piazza antistante la stazione una facciata di vetrate poligonali ne sottolinea l'accesso, creando un insieme di specchi in movimento che riflettono la volta del cielo;
  • la casa di piacere Sumiya: una delle ultime ageya rimaste a Kyoto nel quartiere Shimabara, che nell’epoca Edo (1600-1867) ne ospitava più di 20. Le geishe venivano spesso mandate in questi locali per intrattenere gli ospiti. Sumiya, fondata nel 1641, è stata dichiarata Bene Culturale Nazionale: è costituita da un imponente edificio di due piani, con una vasta cucina ed una ventina di stanze, tra cui una sontuosamente decorata in madreperla.

Particolarmente interessante è poi un giro nel quartiere centrale di Pontocho, con le sue basse case di legno e le lanterne di carta rosse (una volta poste ad indicare la presenza delle geishe) che creano un'atmosfera avvolgente in cui sembra rivivere l'antico Giappone, a cui far seguire una passeggiata lungo il Tetsugaku-no-Michi, il “sentiero del filosofo”. Questo percorso segue un canale fiancheggiato da ciliegi ed è dunque particolarmente affascinante in primavera, nel periodo della fioritura.

Kyoto è altresì famosa per i suoi giardini zen (più di 60), racchiusi nelle mura dei santuari. Si tratta di giardini composti da elementi floreali, ma anche solo da pietre, sistemate secondo precisi intenti estetici e simbolici, e da ghiaia, rastrellata periodicamente formando nuove onde e linee, che rappresenta la caducità del mondo terreno. Esempi illustri ci sono forniti da:

  • la residenza della Famiglia Reale (Villa Katsure Rikyu) con i suoi giardini Zen curati sin nei minimi particolari, in modo che da ogni punto si possa ammirare un paesaggio straordinario che stimoli la meditazione;
  • il giardino Byodoin, il più bello dei Giardini Pura Terra, espressioni di uno stile che era popolare durante il periodo Heian: luogo storico di grande bellezza scenica, frequentato dall’antica nobiltà giapponese, il giardino è costruito intorno alla  Phoenix Hall (famosa costruzione del 1053) e include nel suo paesaggio il fiume Uji, le montagne nello sfondo, una spiaggia di sabbia (Suhama), due ponti (Hirabashi e Soribashi) e una piccola isola (Kojima);
  • il giardino Zen del monastero buddista Ryoan-ji, circondato per tre lati da un basso muro d’argilla e costituito semplicemente da un tappeto di sabbia bianca sul quale sono disposte 15 rocce, la cui forma e distribuzione delle rocce assumono significati profondi nella simbologia Zen; a questo giardino si ispirano tutti i giardini zen "a secco" di oggi.

Curiosità: Kyoto e la fioritura sono le protagoniste del Miyako Odori, la “danza della capitale”, festa istituita nel 1872 per far sì che la città, perso ormai il titolo di capitale, potesse mantenere un ruolo di primo piano nella vita dei giapponesi. In questa occasione, durante cioè tutto il mese d’Aprile, le geishe si esibiscono in spettacoli travolgenti, ballando, danzando e suonando in maniera affascinante.

Anche i dintorni di Kyoto offrono interessanti attrattive per i visitatori. In particolare:

  • ll Castello di Himeji: raggiungibile da Kyoto con un'escursione di un giorno, è il più bel castello giapponese ancora esistente ed il sito più visitato del Paese. L'edificio, che ha mantenuto la sua struttura originale dal 1609, è meglio noto come Shirasagi-jo, "il Castello dell'Airone Bianco", per merito del suo colore e della sua elegante forma. Un giro all’interno delle sue mura permette di spaziare da stanze arredate a torri difensive, da piazzali per l’adunate delle truppe a quello per l’Harakiri, il suicidio rituale;
  • Takayama: graziosa città famosa per le sue case di mercanti, le locande tipiche, le fabbriche di sakè e la sapiente tradizione della lavorazione del legno, riscontrabile nel Museo d’Arte Folclorica Kusakabe, che illustra l’abilità degli antichi artigiani. Di interesse la visita all’esposizione permanente dei coloratissimi carretti decorati della celebre festa di Takayama, che sfilano per la città ad aprile ed ottobre, al quartiere Kami Sannomachi, cuore della città vecchia ed al palazzo Takayama Jinya, sede storica del governo locale;
  • Shirakawago: piccolo centro incastonato fra suggestivi panorami montani, noto per le sue fattorie con il tetto di paglia a doppio spiovente, secondo lo stile detto “mani in preghiera”, divenute Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Più ricca e fastosa, pur nel sobrio stile tradizionale è l’antica residenza della famiglia Toyama, risalente al 1827. Nel Museo del Tempio Myozenji sono infine esposti oggetti di uso quotidiano.